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La storia della Croce Verde Bellinzona

La prima bandiera della Croce Verde Bellinzona del 1922

  

Prima autolettiga in assoluto la FIAT 15 ter

All’inizio degli anni ‘20 un manipolo di giovani spingevano a passo di corsa, un carro a mano con disteso sopra il corpo esanime di un giovane imbianchino che era annegato alla Roggia dei Mulini.
Impotenti davanti a questo spettacolo, alcuni cittadini decisero di fondare una società di soccorso in aiuto agli ammalati e infortunati. Esisteva già a Bellinzona una sezione della Croce Rossa Svizzera, ma la struttura non era adeguata. Così, basandosi sulle esperienze positive di ciò che venne fondato 9 anni prima a Chiasso e 10 anni prima a Lugano, si diede inizio alla formazione di un gruppo di volontari che sapessero portare soccorso alla cittadinanza. Nel 1920 si fecero tutti i preparativi, formazione dei militi, ubicazione della sede, mezzi di trasporto. Così il 31 maggio 1920, si costituiva nell’allora storico “Caffè della Città” l’atto costitutivo della “Società Volontaria di Soccorso Croce Verde Bellinzona”. Primo presidente del sodalizio fu il medico Dr. Enrico Pedrazzini. La prima sede, per pochi anni, venne ubicata in alcuni locali al pian terreno del Palazzo Civico.

I primi soccorritori vennero istruiti secondo le direttive dell’“Alleanza Svizzera dei Samaritani”, per la parte teorica e pratica ci si riferiva al “Manuale sanitario dell’Esercito Svizzero”. Come era tradizione a quei tempi, tutte le formazioni ed organizzazioni nel campo sanitario si identificavano nei regolamenti para-militari. Infatti, fino a metà degli anni ’70, quelli che oggi vengono definiti soccorritori, venivano chiamati allora: “militi”, con tanto di grado gerarchico dal caporale fino al comandante col grado di capitano. Simile struttura è ovviamente ancora in auge adesso nelle gendarmerie, polizie comunali e pompieri. Nel 1921 l’Alleanza Svizzera dei Samaritani (oggi: Federazione Svizzera dei Samaritani) riconobbe la CVB come organo di soccorso (la cosa durò fino al 1977 con la fondazione della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze). Il primo mezzo di trasporto fu una “lettiga di volata”: si trattava di una barella, appoggiata su un chassis con due ruote, e un tettuccio a soffietto che poteva proteggere il paziente dal maltempo e dal sole, e non da ultimo da sguardi indiscreti. Questo mezzo era in voga in moltissimi enti di soccorso, addirittura si facevano delle gare, dei veri “Rally” con corse a mano, o barelle trainate da velocipedi! Nella tremenda esplosione della “Nitrum” di Bodio i nostri militi vennero chiamati in rinforzo.
Poi, per “munifico gesto della Famiglia Salvioni” la CVB poté fregiarsi di un’“Autoambulanza a motore Modello FIAT 15 territoriale”, si trattava di un’ambulanza militare del ”Regio Esercito Italiano” che per alcuni anni fece il suo doveroso servizio. Nel 1923 la CVB poté acquistare di proprie forze un’autolettiga più moderna “FIAT 510”. Il Municipio aveva bisogno dei locali, così la CVB dovette traslocare nel Palazzo Antongini-Rupp in Piazza Indipendenza. Nel 1924 un violento scontro tra due treni creò morti e feriti a Bellinzona. La CVB, istituita da poco, diede prova di sostegno in questo drammatico avvenimento, che ancora oggi viene ricordato come “La sciagura ferroviaria di San Paolo” in riferimento al sedime ferroviario dove avvenne la disgrazia! Per Bellinzona, il 1929 fu un anno particolare: si svolgeva il “Tiro Federale”, un avvenimento storico sul territorio elvetico. Migliaia di tiratori ed ospiti erano attesi nella città. Il piano viario venne riorganizzato, la luce elettrica potenziata, si costruirono padiglioni, poligoni, e i bellinzonesi accolsero centinaia di persone nelle loro case. Anche la CVB in quell’importante frangente acquistò una nuova autolettiga per l’occasione!

Intervento negli anni '30

Poi, negli anni ’30 la sede dovette nuovamente traslocare, nei locali del “Palazzo delle Poste Federali” in Piazza Simen, circa dove oggi c’è l’emporio MIGROS.

Crisi carburante

Gli anni cupi della guerra, rallentarono un po’ la cronistoria locale. Uomini al fronte, le donne e gli “scartati” venivano reclutati nell’allora “PA” (protezione antiaerea, insomma l’antesiana Protezione Civile). La formazione allora veniva posta sui presunti “attacchi aerei del nemico”,quindi: uso delle “maschere a gas” come si diceva in modo improprio allora. Il razionamento del carburante limitava i trasporti allo stretto necessario. Nel 1943, la famiglia di Augusto Resinelli donò all’ente una sua automobile, appositamente convertita in autoambulanza, la mitica “Pakard” che rimase in servizio fino al 1969! Una nuova divisa diede lustro al folto corpo dei militi.

La Pakard in servizio dal 1942 al 1969

Gli anni ’50 e ’60 si svolsero nella relativa routine, aggiornamenti corsi di formazione. Nel 1956 la sede si troverà fino al 2001 in Viale Portone 23. Nel 1964 arrivava la nuova autoambulanza: una “Mercedes 220” e nel 1969 una “Mercedes 230”. Il parco veicoli, per l’epoca era “à la page”. Nel 1970 la CVB diede il permesso anche alle donne di diventare “militesse” ed entrare così a far parte della CVB. Nel 1975 venne acquistata un’autoambulanza “Volvo” miseramente perita in un incidente stradale. Nonostante il professionismo fosse ancora lontano, l’evoluzione di un sistema di “paramedici” era alla porta. Grazie al dinamismo dell’allora responsabile medico. Dal 1985 Dr. Roberto Malacrida, nonché medico della REGA (allora denominata GASS) si diedero inizio a delle formazioni interne di tipo più elevato, ed i nostri militi (professionisti in quanto stipendiati ma non ancora professionali per formazione) potevano fare degli stages al pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Bellinzona. Cominciarono, in via interna, a salire degli specialisti negli interventi con l’abilitazione di intraprendere tecniche di rianimazione “avanzate”: defibrillazione e intubazione sul paziente. Nel 1987 venne acquistata una “Opel Caravan” d’occasione che fungeva da primo “Cardiomobile”.

Primo veicolo cardiomobile

Non va dimenticato che la Croce Verde Lugano già nel 1974 aveva istituito un “servizio cardiomobile“, un’autoambulanza modello FIAT 238 veniva trasformata in veicolo di rianimazione. Con la fondazione della FCTSA si pensava già allora alla professionalizzazione del personale ed a una centrale operativa unica a livello cantonale.

Come già detto, la CVB aveva dei soccorritori “professionisti” militi con una formazione di base,stipendiati. Per i “non stipendiati”… insomma i volontari, si diede inizio ad una formazione cantonale, indetta dalla FCTSA, il cosiddetto “Brevetto A” (l’idea, poi abbandonata in seguito, era quella di fare dei livelli progressivi di formazione: B, C, ecc. ma l’imminente avvento del professionismo diplomato abolì questa formula, ma rimase nel gergo comune che il soccorritore volontario avesse fatto gli “Esami del Brevetto A”).
Poi nel 1989 il soccorso pre-ospedaliero ebbe una svolta, a dir poco “epocale”: iniziò il primo corso della scuola per soccorritori professionali diretto dalla FCTSA.
La scuola venne riconosciuta dall’IAS (Interassociazione di Salvataggio: un’associazione mantello che raggruppa tutte le istituzioni che si occupano di salvataggio terrestre, aereo, fluviale e lacuale) e dalla Croce Rossa Svizzera. A Bellinzona i primi “pionieri” che frequentarono la neo costituita scuola furono i già professionisti Wolfgang Kenklies ed Enrico Rinaldi, veri pilastri del nostro ente negli ultimi decenni, purtroppo ora deceduti entrambi. Negli anni a venire decine di soccorritori, molti in servizio attualmente seguirono questo percorso formativo.

Negli anni ’90 al 2000 molte cose si svilupparono nel nostro ente.

Nel 1995 a Breganzona entrò in funzione la Centrale Operativa, chiamata comunemente “144” a causa del suo numero di chiamata. Questa introduzione, non solo rese più uniformato il servizio d’intervento sul territorio cantonale, ma obbligò gli enti ad essere più rapidi nella disponibilità delle loro missioni, creando anche degli appositi protocolli,ancora in auge ed aggiornati, il tutto per ottimizzare il coordinamento degli interventi richiesti. Nel 1995 la CVB festeggiava i suoi 75 anni, con varie manifestazioni,esposizioni di autoambulanze provenienti dalla vicina Italia, forum, banchetti.

Dal 1995 ai giorni nostri, la CVB non ha fatto che migliorare la sua immagine: aggiornamento per volontari e professionisti, mantenimento del gruppo samaritano (che parzialmente opera in modo autonomo come supporto nelle varie manifestazioni) formazione offerta ai candidati per la scuola guida, a ditte esterne, corsi di rianimazione di base con l’uso del defibrillatore, collaborazione ed integrazione con partner sociali: pompieri, REGA, le varie polizie, Ospedale, grazie anche alla creazione del gruppo UIT che è interattivo con i pompieri locali dal 2007. I richiesti controlli di qualità, su varie scale, impegnano l’ente a mantenersi sempre all’avanguardia rispettando così tutti i criteri richiesti ad un moderno ente di soccorso.
Dal 2002 la CV, grazie agli sforzi voluti specialmente dall’interno dell’ente, si trova nella zona delle Semine. Però, da come evolve il mondo questa sede si sta già dimostrando ristretta e già si guarda al futuro.
Nel 2010, in modo più modesto rispetto al 1995, si celebrarono i 90 anni del sodalizio.
Per concludere questo breve iter storico, possiamo dire che se nel 1920 un ferito a Bellinzona veniva soccorso con la “lettiga di volata” come un suo stesso malcapitato di Como, Milano, Genova, o Torino, possiamo dire che oggi un paziente colto da infarto cardiaco viene soccorso nello stresso modo come un suo stesso malcapitato a Zurigo, New York, Parigi, Oslo, Milano, Dublino, Madrid o Lisbona.

Ci fermiamo qui, dal 2010 in avanti sarà storia dopo il 2050.

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